fare.. non fare..

Ciò che fai spiega chi sei.
Anche ciò che non fai.

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Descrizione di un caso clinico..un paziente di 60 anni, con mutazione de gene PSNE1. La cannabis può essere di aiuto, ma non basta.. – Dr. Marco Bertolotto 👨‍⚕️


Dottor Marco Bertolotto – Direttore del Centro Terapia del Dolore e Cure Palliative ASL2 Liguria – Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure – fondatore di Medical Cannabis Specialista nel trattamento del dolore cronico con i cannabinoidi.
http://dottormarcobertolotto.com
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La vita accanto ad un malato oncologico – Salvatore Scippa racconta la sua esperienza.

Sono passati tre anni e mezzo. Cosa ho vissuto e continuo a viverlo lo può capire solo chi combatte una guerra simile alla nostra. Vedere una persona cara, nel mio caso mia moglie, cambiare di giorno in giorno consumata dalla malattia. Vivere con il timer acceso, una scadenza che preme, le statistiche che pesano come un macigno. Sì lo so, le statistiche non andrebbero considerate. Ma io non l’ho fatto finché non mi si sono palesate davanti. Ho conosciuto persone speciali, abbiamo condiviso le nostre paure e il nostro dolore. Ho sperato e pregato per ognuno di loro. Ho sentito le perdite sulla mia pelle. La malattia è una gran maestra, ti insegna che potresti non avere una seconda opportunità, un domani per abbracciare chi ami. Ti insegna a farlo oggi.
Io ho iniziato a vivere mia moglie intensamente, a dirle che le voglio bene ogni giorno,ad accarezzarla, a farla ridere, a cucinare ciò che le va, a camminare con lei sottobraccio, a tenerle la mano durante le visite. Penso di essere stato un bravo marito,ma oggi lo sono ancora di piu’. Sono cresciuto “emozionalmente “. E questo maledetto astrocitoma mi ha dato una bella frustata. Adesso vorrei che leggessero tutti i figli, tutti i fratelli, tutti gli amici, tutti i compagni: la malattia è una zavorra da portare. Noi siamo solo spettatori sofferenti. Chi ha un tumore può aver paura, soffre, subisce il corpo che cambia. Non posso più accettare di vedere persone sole a una visita, a una pet, a casa. Non posso più sentirle dire che il figlio,la moglie,il marito lavora o ha bimbi piccoli, non ha tempo, è lontano. Questa è la vita, gente. Svegliatevi. Amate oggi, non permettete che qualcuno che amate viva tutto questo in solitudine. Non permettete che si senta solo. Io lavoro e ho una mia attività se non lavoro non guadagno, nessuno mi paga malattia o ferie. Ma sti cazzi, quella è mia moglie. Ho due bimbi piccoli, gli sto insegnando che la famiglia, gli affetti valgono più di qualsiasi cosa. Non ci sono scuse, non ci sono priorità davanti all’amore. Non so se potrò salvarla ma nonostante questo non mi fermerò mai nel tentativo di farlo. Ma posso farla sentire amata. Dare valore alla sua lotta. Darle la voglia di resistere e tentare. Ogni essere umano lo merita. Ogni padre. Ogni figlio ogni fratello, ogni compagno di vita. Magari non farà la differenza, ma io le starò accanto a mio modo fino all’ultimo. Senza scuse, senza giustificazioni. Non posso darle una vita lunga ma posso darle una vita felice, con l’amore e la speranza.
Sempre con te.

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