Fibromialgia – io mi curo con la cannabis

Molte donne affette da fibromialgia convivono con un dolore cronico e una stanchezza, che non gli permette di fare più le cose elementari (anche il salire a casa due buste della spesa diventa un serio problema).

Ma la parte più devastante non è il dolore di per sé (che già sarebbe sufficiente), ma il quadro psicologico che si viene a creare attorno alla persona: spesso, infatti, i familiari non comprendono fino in fondo lo stato mentale della fibromialgica: 
LEI si sente SOLA.

Si chiude e si isola pur stando con gli altri, perché se dovesse dire sempre quello che prova al marito o alle figlie, non dovrebbe far altro che ripetere in continuazione quanto si sente dolorante, affaticata, lunatica e rigida come un marmo.

E qual è l’errore che di solito i più vicini alla fibromialgica fanno?

Assumono un atteggiamento da “life coach” con delle frasi del tipo “Dai ce la puoi fare” oppure “Dipende da te” (come se il problema fosse dovuto ad un atteggiamento gelatinoso del paziente che induce la patologia).

La verità é che per quanto si sforzi, per lei è veramente difficile cambiare il proprio stato emotivo (soprattuto se non è supportata dal punto di vista psicologico, nutrizionale e terapeutico).

Non è facile rinunciare ad una passeggiata che avevi pensato di fare con tuo marito, perché il tuo corpo ti ha detto “Ciao” dopo 15 minuti.

È uno stato psicologico che le produce irritazione e che la fa sentire impotente. 
Non è qualcosa che dipende dalla forza di volontà.

Se poi aggiungiamo che non sempre i pazienti trovano terapie e medici in grado di ottenere miglioramenti significativi, il quadro diventa opprimente.

Gli studi circa l’impiego di Cannabis nel trattamento di Fibriomialgia ne dimostrano la validità e l’efficacia, e posso dirvi (in base alla mia esperienza su centinaia di pazienti), che la somministrazione di preparati galenici a base di cannabinoidi, hanno migliorato la qualità di vita di molti pazienti affetti da questa malattia.

Quello che voglio dire é che i cannabinoidi rappresentano una terapia efficace per alleviare i sintomi della fibromialgia: il dolore, la rigidità, la spasticità e disturbi del sonno.

Il supporto psicologico associato alla terapia medica ed alimentare ci permettono di aiutare il paziente a fare un lavoro di trasformazione interiore, e ottenere buoni risultati in poco tempo.

Non si puó guarire, è vero,
ma certamente con la Cannabis Terapeutica si può vivere meglio.

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Il diritto di non finire un libro

I miei genitori rientrano nella categoria dei lettori compulsivi ed io ho ereditato, quasi inconsapevole, questa passione. Da quando poi la malattia mi ha regalato tanto tempo “vuoto”, la passione si è evoluta in una via di fuga. Per evadere dal mio eremo dorato, vivo vite altrui. Per questo sono particolarmente attenta nella scelta, quasi un rito, per non sbagliare “il viaggio” che ho voglia di intraprendere in quel momento. In alcune occasioni, aimè, il filing con lo scrittore non è scoccato…e qui nasce il problema: non riesco a lasciare una lettura incompiuta. Non ce la faccio proprio. Anche se è una fatica arrivare in fondo. Sarà rispetto per lo scrittore? sarà la speranza in una scintilla tardiva? Sono io ad essere fuori sintonia? ..e come i ragazzini a scuola, conto le pagine che mi mancano al sospirato finale.La mia professoressa di filosofia del liceo (dopo 30 anni dal diploma direi più un’amica), donna di grande cultura dotata di un evidente pragmatismo, mi dice “sei una ciuccia! Non soffri già abbastanza? La lettura è un piacere! Se non lo è, chiudi il libro e cominciane un altro! Ciuccia!!”
Ha ragione e ci ho provato…Credo che a fregarmi la prima volta sia stato, tanti anni fa, “Un altro giro di giostra” di Terzani che ha stazionato per un anno sul mio comodino, mi guardava, io lo aprivo, ne leggevo qualche pagina e mi prendeva la voglia di fuggire. Per cui lo richiudevo e ne iniziavo un altro. Ma lui era sempre lì, non riuscivo a riporlo nella libreria. Ho dato tempo a lui o a me? Sta di fatto che quando finalmente l’ho terminato…è rimasto sul comodino. Ho provato una sensazione di “mancanza” e, passato poco tempo, l’ho riletto tutto d’un fiato, affezionandomi a tal punto che di seguito ho letto tutti i libri di Terzani. Questo ha segnato la mia strada, pensando che il “miracolo” potesse ripetersi. E invece niente… solo tempo sprecato. L’ultimo incontro ostico è stato con “hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino, libro consigliato caldamente da un amico. La sua euforia nel condividere con me questa lettura mi ha spinta ad intraprenderla, anche se un po’ prevenuta. Non ha stazionato molto sul comodino perché non vedevo l’ora di toglierlo di mezzo. La mia recensione, quasi infastidita, non è stata di certo benevola, anzi. Ma il mio amico, con aria altezzosa e un po’ supponente, mi ha risposto, alquanto sorpreso, che la mia prevenzione ha fatto sì che leggessi il libro dalla prospettiva sbagliata. Un libro per me “viscido” come può per lui essere un capolavoro? Ho letto altri libri di Sorrentino che ho apprezzato, però quello sta lì, già riposto nella libreria, anche lui mi guarda, ma non so se lo rileggerò per dargli una seconda possibilità. La svolta ho pensato che fosse arrivata parlando con una conoscente. Se hai questo problema, leggi “come un romanzo”, tratta proprio questo tema! Illusa inizio immediatamente la lettura… vabbè dai sono solo all’incipit… no dai l’ha presa un po’ alla larga, ma adesso… uffaaaa allora???… a dieci pagine dalla fine ci siamo!!!! i 10 diritti del lettore elencati da Daniel Pennac. Al n. 3) Il diritto di non finire un libro!!!! Due paginette, superficiali e inconsistenti che riassumo con questa frase ” Il libro ci cade dalle mani? Lasciamo che cada”. Tutto qui????? e la soluzione al mio annoso problema???? Ormai mancano poche pagine.. già che ci sono arrivo alla fine. 

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..e ti sei appena allontanato

È il tempo che è finalmente  O quando ci si capisce Un tempo in cui mi vedrai Accanto a te nuovamente Mano alla mano Che buffi saremo Se non ci avranno nemmeno avvisato
Dicono che c’è un tempo per seminare  E uno più lungo per aspettare Io dico che c’era un tempo sognato Che bisognava sognare.. (I.Fossati)

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Cannabis Terapeutica


Breve sintesi delle patologie in cui può, dovrebbe e potrebbe essere usata la Cannabis terapeutica, in base a quelle che sono ad oggi le evidenze scientifiche e in base alle evidenze constatate sui pazienti (risposta dell’organismo in termini di benefici e miglioramento della qualità della vita). In base, infine, a quelli che sono gli studi in progress che hanno avuto un riscontro positivo, ma ancora con pochi dati

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