L’Amazzonia brucia. L’Occidente baratta la foresta con una bistecca

Anche l’Amazzonia brucia: non solo la Siberia. L’entità del disastro traspare dall’immagine qui sopra, elaborata dal servizio di monitoraggio dell’atmosfera basato sui dati forniti dal satellite Copernicus. Evidenzia la presenza di particelle dovute alla combustione delle biomasse: praticamente, il fumo prodotto dal legno che va in cenere.

Il fumo, combinato con le particolari condizioni meteorologiche, ha oscurato Sao Paulo e deriva da incendi ormai in atto da molti giorni. L’Amazzonia brucia sempre di più: gli incendi sono aumentati quest’anno dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Gli incendi si sommano al record di deforestazione rilevato dai satelliti. Oltre mille chilometri quadrati di foresta pluviale sono spariti nei primi 15 giorni del luglio 2019. Si tratta di un aumento del 68% rispetto all’intero mese di luglio 2018. Il presidente brasiliano Bolsonaro ha definito falsi questi dati e ha licenziato il capo dell’agenzia che li aveva diffusi.

Da quando Bolsonaro è salito al potere, l’Amazzonia si sta rimpicciolendo più rapidamente. Egli infatti è favorevole allo sfruttamento delle risorse naturali della foresta pluviale: danno slancio all’economia, sostiene. Dal Brasile arrivano racconti secondo i quali i proprietari terrieri appiccherebbero incendi nella foresta per dimostrare il loro appoggio a queste politiche.

Gli alberi cedono il passo alle miniere e alle colture: soprattutto la soia, destinata ad essere esportata in Cina, in Europa e negli Stati Uniti per diventare mangime zootecnico.

Barattare l’Amazzonia con una bistecca è un comportamento sciocco.

La foresta pluviale dell’Amazzonia rende un prezioso servizio naturale perché assorbe ogni anno 2,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici: più dei 1,7-1,9 miliardi di tonnellate che gli alberi amazzonici morti restituiscono all’atmosfera. Però gli incendi e la sostituzione degli alberi con i campi di soia possono ribaltare il bilancio e trasformare il polmone malato del pianeta in una fonte di emissioni.

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Pubblicato da

dimensionec

Se apro la porta al mondo, forse qualcuno entrerà

4 pensieri su “L’Amazzonia brucia. L’Occidente baratta la foresta con una bistecca”

  1. vorrei esserci quando si arriverà all’ultimo giorno del mondo. quando la gente capirà che la loro nefasta comoda scelta di delegare sempre tutto ai politici ha creato l’estinzione del globo. vorrei esserci quando tutti capiranno su quali enormi bugie si fondava la società umana.

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