Cristoforo De Predis, storia di un miniaturista affetto da sordità

Nato a Milano tra il 1445 e il 1447, Cristoforo De Predis fu il più illustre esponente di una nota famiglia di artisti meneghini, passando alla storia come uno dei più importanti miniaturisti italiani. Terzogenito di Leonardo De Predis e Margherita Giussani, Cristoforo nacque sordomuto, una condizione di cui l’artista non si vergognò mai, ma che anzi ci tenne a sottolineare in diverse occasioni.

Purtroppo le notizie biografiche che oggi si hanno a disposizione sono molto esigue, soprattutto per quanto riguarda la formazione di De Predis, di cui non si sa praticamente nulla. Benché non si conosca dove e con chi abbia studiato da miniaturista, quel che è certo è che in breve tempo divenne popolare presso le più facoltose famiglie lombarde. A cominciare dai Borromeo, per i quali, dal 1471 al 1474, Cristoforo, insieme al fratellastro Giovanni Ambrogio (che imparò da lui l’arte della miniatura, acquistando poi fama come ritrattista presso gli Sforza, alla corte degli Asburgo e, in seguito, come allievo di Leonardo da Vinci) eseguirono diversi “offizioli”.

Cristoforo de Predis – Il Libro d’Ore Borromeo, 1471- Biblioteca Ambrosiana di Milano

Un sordomuto sui generis 
Nel XV secolo, i sordomuti godevano di una scarsa considerazione sociale e venivano equiparati a persone con grave ritardo mentale o addirittura mentalmente instabili, tanto da ritenere che non potessero essere lasciati a sé stessi e che avessero bisogno di un curatore.

Per Cristoforo De Predis, però, fu diverso. Intelligente e abile tanto a capire gli altri quanto a farsi capire, l’artista dimostrò fin da giovanissimo una spiccata personalità e la famiglia non volle mai sottoporlo all’umiliazione di avere accanto una persona che si prendesse cura di lui, facendo in modo che imparasse anche a leggere e a scrivere (cosa impensabile per i sordomuti a quell’epoca).

Cristoforo de Predis – La Ruota dei Santi, 1476 – Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte Sopra Varese
Cristoforo de Predis – Morte del Sole, della Luna e caduta delle stelle – Miniatura/illustrazione da “Storie di San Gioachino, Sant’Anna, di Maria Vergine, di Gesù, del Battista e della fine del mondo”, XV secolo – Biblioteca Reale di Torino

Nel 1472, i fratelli Aluisio ed Evangelista De Predis scrissero al duca Galeazzo Maria Sforza una lettera in cui chiedevano esplicitamente il placet del nobiluomo affinché Cristoforo potesse disporre liberamente dei propri beni. Lo Sforza, che ben conosceva (e apprezzava) le miniature di De Predis, non poté che esprimersi favorevolmente, specificando nella sua missiva di risposta che “Cristoforo De Predis, figlio di Leonardo, mutolo, intelligente e capace, si esprime attraverso i fratelli Aluisio ed Evangelista, che capiscono ciò che Cristoforo dice per mezzo di certi segni, ed essi dicono che Cristoforo è soddisfatto ed approva…”.

Incertezze storiche 
Benché Cristoforo non perdesse occasione di specificare la sua condizione fisica, firmando con la sigla “MUT” tutti i suoi lavori, fino al 1910, anno in cui vennero ritrovati i carteggi tra Galeazzo Maria Sforza e i fratelli De Predis, che il celebre miniaturista fosse sordomuto non si sapeva con certezza.

Il termine “MUT”, infatti, si prestava a diverse interpretazioni e, secondo molti studiosi, poteva essere l’abbreviazione di “mutinensis”, cioè “modenese”. Ritenuto per anni originario di Modena e non di Milano, Cristoforo non venne mai associato nemmeno al fratellastro Giovanni Ambrogio.

Fortunatamente, nei primi del Novecento gli studi di Giuseppe Biscaro fecero luce sulla faccenda, dimostrando che “MUT” significava “mutulus” e permettendo così di ricostruire la storia e la composizione della famiglia De Pedris. Per Cristoforo, dunque, il fatto di essere sordomuto era motivo di orgoglio e peculiarità che gli permetteva di distinguere il suo nome da quello degli altri grandi miniaturisti dell’epoca (molti dei quali si formarono proprio grazie ai suoi insegnamenti) come Pietro Giovanni Birago, Matteo da Milano, Ambrogio da Marliano, oltre naturalmente al fratellastro Giovanni Ambrogio.

Cristoforo De Predis – Scena di vita agreste – Miniatura dal libro De Sphaera – Biblioteca Estense, Modena
(De Agostini Picture Library/U. Orlandini)

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dimensionec

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