la scrittura

Ho sperimentato la potenza terapeutica della scrittura anni fa e adesso ci riprovo in un modo diverso, con un blog.

Nel 2016, dopo una lunga opera di convinzione da parte di amiche ed amici, ho scritto un libro sulla storia della mia vita. Un libro nato per gioco, quasi per scommessa, sicuramente come ringraziamento. Perchè per scommessa? perchè è stato un esperimento condiviso. Io scrivo la mia vita, mi spoglio da ogni timore , da ogni intimo pudore e vi racconto la Claudia che si cela dietro ad un sorriso costante, nonostante le malattie e il dolore, e voi scrivete il primo ricordo che vi viene in mente pensando a me. E pubblichiamo tutto! (non avete idea di quanto sia stato gratificante)

E’ un libro particolare, fatto di colori, di immagini, di foto, di post pubblicati su fb, di leggerezza e di tanti sorrisi, ma soprattutto è un libro scritto con amore e per amore. Un modo come un altro per ringraziare tutti coloro che ci sono sempre stati e che continuano ad esserci. Per far capire a tutti quanto per un malato, o per una persona in difficoltà, sia fondamentale non sentirsi soli. La forza in quei momenti la assorbi da un abbraccio, da un bacio, da un sorriso, da una chiacchierata, ma anche solo da un messaggino wa con una faccina sorridente come per dire “io ci sono!”

Questa preziosissima e costante vicinanza si è protratta per anni e continua tutt’ora. La famiglia, gli amici di una vita, gli amici nuovi ma altrettanto importanti, i miei cani e i miei gatti.. il mio mondo!  

Tutti loro meritano un mio ennesimo sforzo.

Se qualcuno di voi è incuriosito, questo è il libro e lo potete scaricare gratuitamente dal seguente link

http://www.ebookservice.net/scarica_ebook_gratis.php?ideb=2256

Perché ho aperto un blog e perché oggi?

Perché ho bisogno di urlare

Urlare sì, perché il mondo non mi  sente, io non mi sento.

La rabbia mi divora e nel mangiarmi dentro impasta anche le emozioni.

Non c’è più differenza fra cuore, stomaco e cervello.

È tutto un’amalgama viscida e strisciante che si insinua melliflua fra le viscere, che scorre nelle vene, che scava nei pensieri e li confonde.

Non esiste una definizione che esprima quello che mi sta succedendo.

Posso solo lavorare per immagini.

Mi sento come una Balena spiaggiata, che si divincola goffa, che fatica a respirare, che brucia sotto i raggi del sole, che anela a tornare nel suo mare, dove ha sempre volteggiato libera, quasi leggera.

Mi sento come un Calabrone dalle ali d’oro, inquietante nel suo ronzare, ma tanto indifeso e inerme quando si ribalta a pancia in su. Frenetico il suo inutile zampettare nell’aria, consapevole (per istinto) che se non trova un appiglio casuale, il suo destino è la morte.

Mi sento come un albero in primavera, al suo risveglio, carico di gemme, pronto a dare seguito ai progetti che lo attendono. Foglie, fiori, frutti… e proprio sul più bello, un dolore forte, un rumore assordante di motosega e tutti i progetti di vita ridotti in piccoli zocchi di legna da ardere. 

Sento che la mia dolcezza si sta sciogliendo al sole come un gelato cremoso e appiccicaticcio.

Provate a pensare ad una banda musicale che suona in una festa di paese deserta in una giornata nebbiosa..questa è la tristezza, la melanconia che mi accompagna in questi giorni.

C’è una definizione appropriata? Un termine che identifichi questo complesso di stati d’animo?

Non lo so e non mi piacciono gli incasellamenti.

Non voglio far parte di una categoria, non è interessante né migliorativo.

Voglio reagire!